LA MONETA COME MEZZO DI SCAMBIO Anticamente, quando l’uomo aveva bisogno di una merce, per averla doveva darne in cambio un’altra; questo primitivo scambio veniva definito BARATTO, ma gli uomini presto si accorsero che non era tanto facile accordarsi sul valore delle merci scambiate.Si pensò ben presto di servirsi di metalli anche preziosi, come ferro, rame, argento, oro, come mezzo intermedio di scambio e nacque cosi’ la moneta, il cui valore, concordamente accettato, facilita le operazioni di scambio e permetteva di determinare il valore delle merci. Presto si stabili’ che l’oro era il metallo più adatto per essere utilizzato come monet Le origini del baratto sono antichissime, esso veniva usato in epoche primitive ma è ancora in uso presso alcune tribù di pigmei dell’Africa centrale, che dedicandosi prevalentemente alla caccia, di notte si recano presso le piantagioni delle tribù vicine, prendendo caschi di banane o altri vegetali e lasciano vicino agli alberi una giusta quantità di selvaggina, quale compenso per i frutti asportati. _____________________ IL PREZZO DELLE MERCI Per essere certo di vendere i suoi prodotti, ogni imprenditore deve riuscire a commercializzare il proprio prodotto a un prezzo accessibile a tutti. Il prezzo delle merci, a meno che non si tratti di un monopolio, è soggetto esclusivamente al rapporto fra domanda e offerta. Per offerta intendiamo la merce posta in vendita, mentre per domanda la quantità di merce richiesta. Perchè tutti possano godere del fabbisogno quotidiano, in una condizione di benessere, non serve aumentare la disponibilità di denaro, ma che ci sia più disponibilità di beni. Perciò per avere una condizione di benessere generale bisogna produrre di più. Esempio: Sono in vendita 4 kili di pane, i compratori sono 4 e dispongono di 1 euro a testa.Risultato: ogni compratore può acquistare per se’ un kilo di pane. Se ogni compratore potesse disporre di più denaro e pagare un kilo di pane ad un prezzo maggiorato non potrebbero ugualmente avere più di un kilo di pane a testa. la produzione del pane è diminuita alla metà, i compratori sono sempre 4 e dispongono sempre della stessa quantità di denaro. Risultato: il prezzo del pane aumenta e ciascun compratore non potrebbe comprare più di mezzo kilo di pane a testa. La produzione del pane raddoppia, i compratori sono sempre 4 e dispongono della stessa quantità di denaro. Risultato: il prezzo del pane scenderà e i compratori potranno acquistare, con la stessa somma, due kili di pane. _______________________________ MONETA METALLICA E CARTA MONETA Vorrei distinguere da subito i due tipi di monete, la moneta di metallo e la banconota, o carta moneta. In genere usiamo la moneta di metallo per piccoli pagamenti; di solito sono di metallo non prezioso e vengono definite come monete divisionali o sussidiarie. Le monete di metallo non sono comode per grandi pagamenti, non le si può trasportare con facilità perchè se si dovessero pagare somme ingenti di denaro, si dovrebbero trasportare chili e chili di metallo, per questo motivo lo Stato stampa le banconote o biglietti di banca, emessi da una banca centrale con speciale autorizzazione statale. In Italia è la Banca d’Italia che provvede a emettere biglietti che circolano come moneta corrente, al posto dell’oro. Vorrei ricordare che il denaro è sempre garantito dallo stato, con una quantità di oro equivalente al valore indicato, infatti facendo un esempio sulla vecchia lira, se noi prendessimo un biglietto da 1000 lire possiamo leggere Banca d’Italia lire 1000 pagabili a vista al portatore. Questo significa che il possessore del biglietto avrebbe diritto di presentarsi agli sportelli della Banca d’Ialia come creditore e chiedere che il biglietto gli sia pagato o convertito in tanti grammi d’oro monetario, tanti quanto corrispondono per legge a 1000 lire. Cosi per questa convertibilità garantita, il biglietto di banca viene accettato dal pubblico che pone fiducia su quel pezzo di carta; infatti la moneta cartacea viene anche chiamata moneta fiduciaria. Questo metodo di pagamento è il più diffuso.
Massimo Monete
Author: Massimo Monete

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